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AB | C | DEF | G | H | I | J | K | L | M | NO | P | Q | R | S | T | UV | W | X | Y | Z


A

Composti organici steroidi ritenuti prodotti finali del metabolismo del colesterolo; sono prodotti e secreti dal fegato, e contribuiscono con la bile alla digestione e assorbimento intestinale dei grassi e all’eliminazione dei prodotti di degradazione dell’emoglobina.

Perdita completa della voce, a causa della paralisi delle corde vocali o loro asportazione chirurgica. Nell’uso comune, il termine indica anche la perdita parziale della voce.

Malattia dovuta ad una risposta anomala del sistema immunitario nei confronti di antigeni presenti nell’ambiente, chiamati allergeni per la loro capacità di indurre sensibilizzazione in persone predisposte. Con il termine a. si indica una qualunque alterazione del modo di reagire di un organismo a sostanze eterogenee (microrganismi, tossine, corpi proteici o di altra natura), venute a contatto con i tessuti e con le quali l’organismo stesso ha avuto un precedente contatto.

Annullamento della sensibilità al dolore, sia per cause organiche (es. lesioni delle vie o dei centri deputati della percezione del dolore), sia indotta artificialmente (es. attraverso l'assunzione di sostanze dotate di proprietà analgesiche).

Anomalia del feto, incompatibile con la vita, consistente nel mancato sviluppo del cervello.

Esame di laboratorio per la ricerca della sensibilità dei microrganismi ai diversi farmaci antibiotici; rappresenta un elemento prezioso di guida alla terapia perchè rende possibile la scelta dell’antibiotico più adatto allo specifico caso.

Sostanza capace di indurre una specifica reazione immunologica, umorale o cellulare. Gli a. possono essere: naturali, prodotti da cellule o microrganismi, come proteine, polisaccaridi, lipoproteine o lipopolisaccaridi e acidi nucleici; artificiali ottenuti introducendo negli a. naturali piccole molecole che ne alterano la specificità antigenica; sintetici, prodotti in laboratorio e impiegati per la ricerca sui meccanismi immunitari.

Farmaco che combatte la febbre, riducendo la produzione di calore per azione sui centri nervosi termoregolatori e/o diminuendo i processi di combustione dei tessuti, oppure innalzando la dispersione calorica per aumento della circolazione periferica e della sudorazione.

Composto chimico prodotto dall'ossidazione dell'antracene (composto organico che si estrae dal catrame di carbon fossile). Industrialmente, l'a. trova impiego nella sintesi di sostanze coloranti, per la produzione di farmaci e di antiparassitari. Dall'a. derivano molti pigmenti di origine naturale.

Disturbo caratterizzato dalla deglutizione involontaria di una notevole quantità d’aria, tale da generare forte meteorismo a livello gastrico. È determinata da spasmi (contrazioni) dei muscoli della respirazione e della deglutizione. In questi casi, l’aria viene riespulsa attraverso eruttazioni.

Lesione vescicolare della mucosa orale (raramente si può sviluppare anche a livello dei genitali), che, rompendosi, genera una piccola abrasione o ulcerazione. Può essere unica o multipla e tende facilmente a ripresentarsi, soprattutto in presenza di disturbi digestivi. Nelle forme più gravi compaiono numerose lesioni, molto dolorose e accompagnate da febbre. Presumibilmente è causata da un virus

Composto di natura organica che costituisce le proteine. In natura sono stati isolati oltre 300 amminoacidi: si possono trovare allo stato libero, nei tessuti e nei liquidi degli organismi, o legati tra loro in catene per generare una proteina. Gli a. sono componenti indispensabili nella dieta di tutti gli animali, compreso l’uomo.

Calo dei valori dell’emoglobina al di sotto dei 13 g/dl nell’uomo e di 12 g/dl nella donna. Gli esami di laboratorio condotti sul sangue consentono di differenziare le numerose forme di anemia. I sintomi comuni a tutte le forme di a. sono: pallore cutaneo e delle mucose, debolezza e facile affaticabilità, difficoltà nella concentrazione, tachicardia e dispnea da sforzo.

Antiaggregante

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Sostanza endogena o farmaco che ostacola o previene l’aggregazione delle cellule del sangue, soprattutto delle piastrine (a. piastrinici).

Sostanza prodotta da un microrganismo per attaccare e sopprimere la crescita di un altro microrganismo (batterio). Il termine comunemente identifica tutte le molecole utilizzate nella terapia farmacologica antibatterica.

Enzima o molecola più semplice in grado di contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi contenenti ossigeno, e di esercitare un’azione protettiva sull’integrità della cellula. Gli a. agiscono impedendo o ritardando l’ossidazione tramite rimozione o inibizione dell’agente ossidante, oppure interrompendo l’ossidazione una volta iniziata. Gli a. trovano largo impiego nell’industria di alimenti, cosmetici e prodotti farmaceutici.

Sostanza organica o inorganica in grado di inibire lo sviluppo e la moltiplicazione di microrganismi, usata a tale scopo in medicina, e nell'industria alimentare per impedire o ritardare l'alterazione di cibi e bevande.

Mancanza o perdita del tono muscolare per effetto di varie condizioni morbose tra cui difetti d’innervazione, alterazioni anatomiche o funzionali di organi a struttura muscolare.

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B

Microrganismo unicellulare che può svolgere sia un’azione patogena sia numerose attività metaboliche che condizionano la vita degli altri organismi animali e vegetali. I batteri sono necessari in processi di sintesi e di trasformazione nei quali si ha la produzione di antibiotici e vitamine e la fermentazione di varie sostanze (es., latte, vino, orzo).

Segmento tubulare delle vie respiratorie, che origina dalla biforcazione della trachea in due condotti principali (grossi bronchi) e, penetrando nei rispettivi polmoni, si ramifica nell’albero bronchiale, costituito da condotti di diametro via via minore.

Pigmento dal giallo al rosso, contenuto nelle foglie verdi, in fiori, frutti e radici (es. nella carota). Il β-c. è il principale precursore della vitamina A ed è il carotene più abbondante e diffuso nel regno animale e vegetale.

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C

Dolore (circoscritto o diffuso, continuo, intermittente o sporadico) che interessa il capo. Se il dolore è unilaterale il quadro viene definito emicrania. La c. si manifesta per anomalie della trasmissione nervosa nel cervello (c. primarie), oppure per cause organiche intra- o extracerebrali (c. secondarie).

Proteina fibrosa diffusa nei tessuti di rivestimento (i capelli ne contengono il 13%). Il processo di trasformazione in c. subito dalle sostanze che costituiscono le cellule dello strato corneo della epidermide, delle unghie e dei peli è detto cheratinizzazione. Un’abnorme produzione di c. a carico di tali tessuti o degli epiteli di rivestimento delle mucose si può verificare in stati di carenza da Vitamina A.

Principale proteina strutturale extracellulare presente nei tessuti connettivali e ossei di quasi tutti gli animali. Nel tessuto connettivo, nella pelle e nelle cartilagini le fibre di c. formano una struttura reticolata e irregolare; nei tessuti calcificati o nei tendini assumono una conformazione ordinata. La c. ha proprietà di rigidità e resistenza alla trazione per consentire ai tessuti in cui è presente di resistere a notevoli sforzi meccanici.

Cortisolo [Idrocortisone]

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Principale degli ormoni glicoattivi della corteccia surrenale. Il c. deriva dal cortisone, del quale ha le stesse proprietà farmacologiche: spiccata attività anti-infiammatoria, anti-essudativa e immunosoppressiva, capacità di rallentare i processi di granulazione, di influenzare alcuni processi metabolici e di svolgere attività inibente sul tessuto linfopoietico.

Contrattura transitoria, a volte dolorosa, che compare in ristretti gruppi muscolari per cause varie (stanchezza, posizione viziata, insufficiente irrorazione sanguigna per arteriopatie, etc.).

Tessuto connettivo specializzato, costituito dai condrociti, cellule rotondeggianti immerse in una sostanza fondamentale extracellulare (matrice) da loro stesse prodotta, in cui sono presenti fibre collagene e fibre elastiche. La c. ha proprietà meccaniche (alta resistenza alle sollecitazioni e notevole flessibilità) e non è vascolarizzata. Abbondantemente presente nel feto, dopo la nascita si riduce la sua presenza nell’organismo. Nell'adulto si trova solo nelle superfici articolari, nella laringe e trachea. I dischi cartilaginei tra le vertebre conferiscono flessibilità alla colonna vertebrale. La c. è una struttura scheletrica interna che, con poche eccezioni come quella del padiglione auricolare, non si trova mai in prossimità della superficie del corpo.

Infiammazione acuta o cronica delle labbra, dovuta a cause microbiche o chimiche.

Fenomeno che interessa il sangue e determina, attraverso fasi successive e con l'intervento di numerose sostanze chimiche (fattori della coagulazione) attivate a cascata, la formazione di un reticolo insolubile di fibrina o 'coagulo' solido (dal latino cogere, "stringere insieme").

Stato di transizione dalla malattia ormai superata al recupero completo delle forze e del benessere psicofisico che caratterizza la completa guarigione.

Unità di misura della quantità di calore (simbolo cal) pari alla quantità di calore che occorre somministrare a 1 grammo di acqua distillata per portarne, a pressione atmosferica normale, la temperatura da 14,5 °C a 15,5 °C; detta un tempo piccola caloria, per distinguerla dalla grande caloria (che si indicava con il simbolo Cal) pari a 1 kcal, cioè a mille calorie. Nel sistema internazionale (SI) le quantità di calore si misurano in joule (1 cal = 4, 1868 J).

Composto chimico organico che costituisce una famiglia di sostanze di fondamentale interesse biologico (e di notevole importanza industriale), assai più diffuse nel mondo vegetale che in quello animale. I c. possono essere suddivisi in: monosaccaridi (le unità strutturali più semplici), oligosaccaridi, (costituiti da pochi monosaccaridi uniti tra loro) e polisaccaridi (formati da numerose molecole di monosaccaridi o di loro derivati). Il ruolo dei c. è prevalentemente energetico: costituiscono la principale fonte di calorie degli organismi.

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D

Decongestionante

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Sostanza in grado di eliminare o diminuire lo stato di congestione, ovvero un aumento della quantità di sangue in un organo o in una parte del corpo a causa di un maggiore afflusso di sangue arterioso (iperemia attiva), o minore deflusso di sangue venoso (iperemia passiva).

Disturbo della deglutizione, che diventa dolorosa, difficile o impossibile, associata o meno alla mancata progressione del cibo nell’esofago. Il meccanismo d’insorgenza è vario: psicogeno (stati isterici, ossessivi, etc.), funzionale (es. mancanza di peristalsi per difetto d’innervazione) od organico (lesioni del cavo orofaringeo e dell’esofago, specialmente quelle che provocano un restringimento del lume).

Disturbo della funzione digestiva gastrica o intestinale. La d. gastrica può dipendere da alterata secrezione, quantitativa o qualitativa, di succo gastrico per cause emotive (d. nervosa), lesioni anatomiche (gastriti, ulcere etc.), alterata motilità (atonia, ipercinesia etc.); la sintomatologia è diversa a seconda della causa: dolori, eruttazioni, vomito, aerofagia etc. La d. intestinale deriva da infiammazione acuta o cronica dell’intestino o da alterata secrezione pancreatica biliare ed enterica. I sintomi sono: dolori, meteorismo, stitichezza o diarrea.

Dieta costituita da cibi di natura rigorosamente vegetale.

Qualsiasi alterazione, quantitativa o qualitativa, della voce. Le cause possono essere di ordine funzionale (variazioni del tono delle corde vocali etc.) o organico (lesioni del nervo laringeo ricorrente, laringiti, neoformazioni, alterazioni dei distretti anatomici connessi con la funzione fonatoria: naso, oro-faringe, trachea, polmoni). L’afonia è una forma particolare di disfonia.

Acido deossiribonucleico (DNA: sigla del nome inglese Desoxy- (o deoxy-) ribonucleic Acid) costituisce, con l'acido ribonucleico (RNA), la classe di polimeri informazionali definita 'acidi nucleici', componenti fondamentali di tutti gli organismi viventi, poiché ne contengono l’informazione genetica.

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E

Accumulo abnorme di liquido nell’interstizio dei tessuti o di quello contenuto nelle cavità sierose: pleure, pericardio, peritoneo. L’e. è causato da un’alterazione dell’equilibrio fra la pressione idrostatica all’interno dei vasi sanguigni e quella osmotica del liquido interstiziale.

Proteina presente nel sangue e contenente ferro; è dotata di funzione respiratoria, capace di combinarsi reversibilmente con l’ossigeno molecolare. È indicata con la sigla Hb.

Sostanza di natura proteica che ha proprietà di accelerare una reazione chimica specifica senza esser consumata e senza entrare nei prodotti finali della reazione. Gli e. ricoprono un ruolo biologico fondamentale: la vita infatti dipende dalle numerose e complesse reazioni chimiche da essi accelerate. I substrati sono le sostanze sulla cui trasformazione agiscono gli enzimi. Molti e. sono capaci di agire solo su un determinato e specifico tipo di substrato.

Espettorazione

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Espulsione per via orale, attraverso colpi di tosse, delle secrezioni bronchiali e tracheali e a volte anche del contenuto delle cavità alveolari del polmone (espettorato). È un sintomo comune dei disturbi acuti e cronici dell’apparato respiratorio; alle volte è favorita da determinati atteggiamenti del corpo o da farmaci (gli espettoranti) che agiscono fluidificando le secrezioni, aumentandole o favorendo il movimento delle ciglia vibratili dell’epitelio delle vie respiratorie.

Gruppo di polisaccaridi complessi presenti nei vegetali che, insieme alla cellulosa e alla lignina, rappresentano i costituenti delle pareti cellulari o sono utilizzati come materiali di riserva dalle cellule.

Fuoruscita di sangue dai vasi sanguigni o dal cuore. L’e. si dice interna quando il sangue si versa in una cavità naturale del corpo (peritoneo, pleure, meningi); esterna, quando si ha versamento all’esterno del corpo. A seconda del vaso da cui deriva, l’e. si distingue in: arteriosa, venosa o capillare. Emorragie particolarmente rilevanti possono richiedere la reintegrazione dei volumi persi attraverso trasfusione di sangue.

Tratto del canale alimentare, posto tra la faringe e lo stomaco, lungo circa 25 cm e situato quasi interamente nel torace, davanti alla colonna vertebrale. L’e. ha il compito di far progredire il bolo alimentare dalla faringe allo stomaco.

In ambito medico indica l’eliminazione, spontanea o provocata, delle feci dall’intestino.

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F

Occorrente, necessario, quanto serve per il proprio sostentamento (f. alimentare).

Infiammazione della mucosa della faringe, provocata da varie cause (tra cui principalmente il freddo), che si manifesta in forme acute o croniche. I sintomi sono: bruciore di gola, senso di vellichìo (solletico), spesso anche tosse stizzosa secca o scarso escreato.

Insieme di processi mediante i quali molti microrganismi utilizzano l’energia chimica prodotta dalla demolizione del glucosio o altri substrati in assenza di ossigeno (condizioni anaerobiche) per produrre l’energia necessaria alle loro attività metaboliche.

Branca della farmacoterapia che si occupa dell’impiego, a scopo curativo, delle piante medicinali e delle preparazioni che si ricavano da esse (infusi, decotti, estratti etc.). La f. ricava dal mondo vegetale molte sostanze attive, non ancora ottenute per sintesi o più economicamente estraibili dalle piante (glicosidi, alcaloidi etc.).

Flora intestinale

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Insieme dei batteri che colonizzano l’apparato gastrointestinale; la maggior parte dei batteri presenti (circa 400 specie) è anaerobia e vive nel colon. La f. b. intestinale è soggetta a cambiamenti nel corso della vita, in relazione ai diversi stati fisiologici, al tipo di alimentazione, all’assunzione di farmaci, etc. I batteri intestinali svolgono diverse funzioni, tra cui quella metabolica di fermentazione e di sintesi di alcune vitamine, di controllo sulla proliferazione cellulare e di protezione verso microrganismi dannosi.

FANS [Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei]

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Farmaci dotati di attività antinfiammatoria, analgesica e antipiretica. Ampio gruppo di composti, il cui meccanismo d’azione è individuabile nell’inibizione selettiva dell’enzima ciclossigenasi, coinvolto nella formazione di sostanze attive nell’infiammazione.

Condizione patologica temporanea che modifica la temperatura organica di riferimento, alterando il livello della normale termoregolazione corporea su una soglia di valori più alta, e attiva una cascata di reazioni organiche atte a produrre calore.

Fibra alimentare

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Materiale non digeribile, prevalentemente di natura glucidica, presente negli alimenti di origine vegetale. È costituita dall’insieme di sostanze molto diverse (come le emicellulose, la cellulosa, la lignina, le pectine, le gomme, le mucillagini e i galattomannani) che resistono all’azione dei succhi digestivi del tratto gastrointestinale dell’uomo. Le sue proprietà variano in funzione della proporzione dei diversi componenti.

Flavonoide [Bioflavoinoide]

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Serie di composti organici (derivati flavonici) largamente diffusi nelle piante; costituiscono il complesso della vitamina P (esperidina, esculetina e rutina). Hanno notevole interesse biologico e ampio impiego in terapia poiché contribuiscono a mantenere le pareti dei capillari sanguigni in normali condizioni.

Fosfolipide [Fosfatide]

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Lipide di grande importanza biochimica, costituito da acidi grassi, acido fosforico e glicerina. Insieme ai glicolipidi, al colesterolo e alle proteine, i f. sono costituenti essenziali di tutte le membrane biologiche e della guaina mielinica delle cellule nervose, e partecipano ai processi di secrezione, di trasporto ionico e di permeabilità selettiva. Sono contenuti nel tessuto nervoso, fegato, muscolo, rene, uova e in molti semi.

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G

Gastroprotettore

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Sostanza medicinale in grado di proteggere la mucosa dello stomaco (mucosa gastrica) dall’eccessiva produzione di succhi acidi e di prevenire la comparsa di ulcere gastriche. Esistono diverse classi di g. che, attraverso differenti meccanismi, agiscono inibendo la secrezione acida a livello dello stomaco.

Contenuto di glucosio nel sangue. In un individuo a digiuno da circa 12 ore la g. è normalmente compresa tra 70 e 95 mg/100 ml di sangue. La g. può, in condizioni patologiche, presentare significative variazioni, sia in aumento (iperglicemia), come si ha nel diabete mellito, sia in diminuzione (ipoglicemia).

Gozzo tiroideo

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Condizioni patologiche, diverse per natura e origine, con un carattere comune, l’ingrossamento della ghiandola tiroidea a evoluzione generalmente benigna. Si distinguono vari tipi di gozzi in base a criteri funzionali e anatomopatologici.

Infiammazione, acuta o cronica, delle gengive, prodotta da differenti cause (tossiche, batteriche, etc.), favorita dal tartaro (o da altri fattori costituzionali), che può portare all’usura del legamento alveolo-dentale e quindi alla caduta dei denti (g. espulsiva).

Processo infiammatorio degenerativo della lingua o solamente della sua mucosa. La g. può essere localizzata a una metà laterale della lingua (emiglossite).

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I

Sindrome caratterizzata dall’esordio improvviso di un deficit neurologico focale di durata superiore a 24 ore e di origine vascolare. È da distinguere dall’attacco ischemico transitorio (TIA, transitory ischemic attack), un deficit neurologico focale di durata inferiore a 24 ore.

Sostanza in grado di sciogliersi in acqua.

Mancanza, o più propriamente diminuzione, dell’appetito; nel linguaggio medico indica più precisamente un’alterazione qualitativa del normale desiderio del cibo, con preferenza per alimenti particolari o inconsueti, e scarsa propensione o rifiuto per altri normalmente compresi nelle diete.

Processo caratterizzato dalla penetrazione e moltiplicazione, nei tessuti viventi, di microrganismi patogeni unicellulari (agenti infettivi: batteri, miceti, protozoi) o da virus. L’infezione non si identifica con il concetto di malattia infettiva poiché esistono casi di i. senza alcun fenomeno patologico.

Integratore alimentare

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Sostanza o preparato commerciale per uso orale che mira a prevenire o combattere alcune carenze, documentabili o presunte, di fattori alimentari, sali organici o minerali, in individui che si sottopongono a particolari condizioni di stress (fisici, termici, etc.).

Eccessiva pressione presente in determinate cavità o spazi organici contenenti liquidi (i. arteriosa, i. endocranica) o gas (i. del cavo pleurico, in caso di pneumotorace). Il termine i., usato da solo, indica comunemente l’i. sanguigna arteriosa.

Insufficienza funzionale della tiroide. L’i. può essere: primitivo, quando è di derivazione esclusivamente tiroidea; secondario, quando è dovuto a una condizione patologica dell’ipofisi (carenza di ormone tireostimolante); terziario, per una carenza dell’ormone di rilascio ipotalamico (TRH); periferico, quando deriva da deficit recettoriali o postrecettoriali. Nella maggior parte dei casi l’i. è primitivo.

Alterazione di una parte dell’organismo in seguito a stimoli di natura chimica, fisica, batterica (sinonimo di infiammazione).

Proprietà di alcune sostanze e sistemi chimici, perciò detti idrofili, di assorbire e di trattenere l’acqua.

Immunosoppressore

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Farmaco che, attraverso diversi meccanismi, agisce sulle cellule del sistema immunitario riducendo le risposte nei confronti di diversi antigeni; questi farmaci sono utilizzati soprattutto nel trattamento delle malattie autoimmuni e nel controllo del rigetto dei trapianti d’organo.

Periodo compreso fra la penetrazione del germe di una malattia infettiva nell’organismo e la comparsa dei primi sintomi della malattia stessa; varia nelle diverse malattie: può essere di pochi giorni (influenza, scarlattina, colera) o di settimane e mesi (rabbia, tetano) e talora di anni (tubercolosi, lebbra).

Insieme di eventi a carattere reattivo che avviene nei tessuti degli organismi animali superiori quando entrano in contatto con agenti lesivi di varia natura. Il risultato più frequente è la neutralizzazione dell’agente lesivo o la limitazione della lesione da esso prodotta. Le cause della i. possono essere di natura fisica (traumi, radiazioni, alte o basse temperature etc.), chimica (sostanze chimiche endogene, veleni o tossine esogeni) e biologica (virus, rickettsie, batteri, miceti, protozoi e metazoi).

Intolleranza alimentare

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Reazione non tossica ad un alimento che, a differenza delle allergie, coinvolge il metabolismo ma non il sistema immunitario.

Ipopotassiemia [Ipokaliemia; Ipocaliemia]

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Basso contenuto di potassio nel sangue, per scarso apporto alimentare, somministrazione prolungata di cortisonici, in corso di coma diabetico, etc.

IPP – Inibitore di Pompa Protonica

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Farmaco che agisce bloccando l’enzima H+/K+-ATPasi (detta anche pompa protonica) e riducendo, quindi, la secrezione acida. La pompa protonica regola la secrezione degli ioni idrogeno (H+) nella mucosa gastrica; questi ioni sono utilizzati per formare l’HCl (acido cloridico) del succo gastrico.

Ittero [Itterizia]

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Colorazione gialla della cute, delle sclere e delle mucose, dovuta ad un aumento patologico nel sangue della bilirubina che si deposita nei tessuti. Quando la colorazione è appena rilevabile si ha il subittero. Lo pseudoittero indica una tinta più o meno giallastra conferita da farmaci o alimenti (es. carotenoidi).

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L

Purgante ad azione leggera e blanda che agisce aumentando la peristalsi intestinale, il complesso delle onde di contrazione delle pareti dell’intestino che condizionano o facilitano il transito del contenuto.

Sostanza solubile sia in veicoli grassi sia nei solventi dei grassi (etere etilico, benzene, cloroformio, etc.).

Complesso macromolecolare costituito da quantità variabili di proteine e lipidi (colesterolo e suoi esteri, trigliceridi, fosfolipidi), solubile in mezzo acquoso. Le l. costituiscono un sistema in grado di trasportare queste molecole idrofobiche in un mezzo acquoso (es. il plasma) e di rifornire i tessuti in cui esse sono necessarie. Le l. rivestono un importante ruolo nel metabolismo di lipidi e carboidrati: alterazioni della loro concentrazione nel plasma sono associate al rischio di aterosclerosi.

Qualsiasi processo infiammatorio che colpisce la laringe; può essere acuta o cronica.

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M

Parte di massa di un organismo che esclude il grasso di deposito (acqua, proteine, minerali, glucidi, grasso essenziale o primario) ed è costituita dallo scheletro, dai muscoli e dai tessuti magri. In un individuo adulto sano la m. magra rappresenta circa l’85% del peso corporeo totale, mentre il 15% circa è costituito dalla m. grassa. Di norma, i rapporti tra m. magra e m. grassa e la stabilità della m. c. totale sono garantiti dall’equilibrio tra l’assunzione di nutrienti e la spesa energetica sostenuta dall’organismo.

Contenuto eccessivo di gas nel tubo gastroenterico. Se è localizzato è sintomo di occlusione intestinale; se è generalizzato può avere diverse cause: eccessiva introduzione di aria con cibo o bevande (aerofagia); eccessiva produzione di gas durante i processi digestivi; insufficiente assorbimento dei gas attraverso la parete intestinale; arrestato o ritardato transito gastrointestinale etc. Il m. può dar luogo a disturbi locali (tensione addominale etc.) o generali (compressione di altri organi).

Atto di urinare, in particolare l’insieme degli atti volontari o involontari che provocano l’espulsione dell’urina dalla vescica, attraverso l’uretra. La m. si effettua attraverso l’azione di due sistemi anatomo-funzionali: quello automatico, o autonomo, e quello volontario.

Miorillassante

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Farmaco che induce la diminuzione del tono dei muscoli scheletrici, con eventuale perdita dei riflessi e paralisi, senza compromettere l’attività nervosa superiore: proprietà, quest’ultima, che lo distingue dagli anestetici generali. Si distinguono m. centrali e periferici, a seconda della sede d’azione.

Sostanza, naturale o sintetica, in grado di fluidificare il muco (soprattutto quello delle vie respiratorie) e facilitare così la risoluzione dei processi infiammatori catarrali.

Complesso di trasformazioni biochimiche e di scambi energetici, regolati da reazioni enzimatiche, che avvengono nelle cellule e assicurano le attività vitali degli organismi. Comprende i processi di biosintesi, trasformazione e degradazione delle sostanze biologiche: ha lo scopo di ottenere e accumulare energia e mantenere un corretto equilibrio omeostatico.

Organismo visibile soltanto con il microscopio (batteri, virus, protozoi, alghe unicellulari). È sinonimo di microbo, termine che nel linguaggio comune indica preferibilmente i batteri e altri m. patogeni.

Proteina presente nelle fibre muscolari dei vertebrati, il cui compito è quello di immagazzinare ossigeno e aumentarne la velocità di diffusione nelle cellule muscolari. Nell’uomo, la m. è particolarmente abbondante nei muscoli scheletrici e nel muscolo cardiaco.

Liquido vischioso e filante che bagna le mucose, composto da acqua, mucine, sostanze inorganiche e leucociti. Il m. è secreto dalle ghiandole mucipare (o mucose) ed esercita sulle mucose un’azione protettiva sia meccanica che antibatterica.

Tonaca che riveste la parete di alcuni apparati organici rivolta verso la cavità (es. canale alimentare, vie respiratorie, alcuni segmenti dell’apparato urogenitale). Queste membrane sono umettate di continuo da liquidi secreti dall’epitelio della m. stessa oppure da ghiandole in essa contenute.

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N

Complesso di alterazioni strutturali irreversibili che portano alla perdita di ogni vitalità di gruppi cellulari, zone di tessuto o porzioni di organo in un organismo vivente. Cause lesive di diversa natura (fisica: traumi, ustioni, congelamenti, energia radiante; chimica: tossici esogeni ed endogeni; circolatoria: infarti, arteriti etc.; microbica: tossine liberate da germi patogeni) possono danneggiare le cellule fino a provocare la morte di esse, ossia la necrosi..

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O

Oligominerale [Oligoelemento]

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Elemento chimico con sensibile azione sul metabolismo degli organismi viventi, anche se presente in minime quantità. In genere si tratta di singoli elementi chimici che entrano a far parte di molecole complesse: ferro, iodio, zinco, rame, cromo, selenio, manganese, molibdeno, fluoro. Fanno parte della categoria dei micronutrienti: hanno un ruolo fondamentale nel metabolismo dell’uomo, essendo implicati in quasi tutte le reazioni e le vie metaboliche conosciute.

Sostanza prodotta da una cellula endocrina, cioè a secrezione interna, e liberata nel circolo sanguigno, provocando risposte funzionali in cellule localizzate anche a varia distanza dalla sua sede di produzione. Per la realizzazione dell’azione ormonale sono necessarie la sintesi, la secrezione, il trasporto nel circolo sanguigno e la destinazione nei tessuti bersaglio dove sono presenti i recettori, strutture specializzate che riconoscono e legano l’ormone e ne traducono il messaggio.

Processo di rarefazione ossea con diminuzione della massa scheletrica senza una rilevante alterazione percentuale della componente minerale del tessuto osseo residuo. Esistono diverse forme di o. in base alle cause e ai diversi meccanismi patogenetici.

Organizzazione Mondiale della Sanità [World Health Organization (WHO)], assicura a tutte le popolazioni il raggiungimento del più alto livello possibile di salute, inteso non solo come assenza di malattia, ma come condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale. L’OMS promuove la cooperazione internazionale nel settore della sanità, in particolare nella lotta contro malattie infettive e nella gestione delle emergenze sanitarie globali; elabora raccomandazioni, convenzioni e altri atti internazionali nei settori di sua competenza. L’OMS fu istituita con il trattato adottato a New York nel 1946, ha sede a Ginevra e, dal 1948, è uno degli istituti specializzati delle Nazioni Unite.

Fenomeno di diffusione di due liquidi miscibili tra loro attraverso una membrana di separazione. L’o. può essere provocata da cause di natura termica (termoosmosi), elettrica (elettroosmosi) o, più comunemente, da una differente concentrazione tra due soluzioni di uguali componenti o tra una soluzione e il suo solvente.

Over The Counter (tradotto: «sopra il bancone»), l’etimologia richiama la modalità di acquisto dei prodotti farmaceutici esposti sopra il bancone, per comprare i quali non occorre la ricetta medica. I farmaci di automedicazione sono prodotti farmaceutici che il paziente può acquistare da sé, senza necessità dell’intervento di un esperto.

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P

Parodontite [Periodontite]

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Processo infiammatorio acuto o cronico del periodonto (la formazione che avvolge la radice dente), di natura infettiva, tossica o traumatica, che si manifesta con dolore al dente, attorno al cui apice si forma una raccolta ascessuale.

Complesso delle onde di contrazione delle pareti di organi cavi (es. tubo digerente e alcuni dotti escretori) che condizionano o facilitano il transito del contenuto.

Placca dentale

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Formazione fortemente aderente alla superficie dentaria formata per la gran parte da cellule batteriche incluse in una matrice organica costituita da carboidrati e proteine. Si deposita sulle superfici dentarie indipendentemente dall’assunzione di cibi ed è la causa primaria delle più diffuse patologie in campo odontoiatrico: la p. sopra-gengivale è causa di carie dentaria e di gengiviti, la p. sotto-gengivale può portare allo sviluppo di parodontiti.

Carboidrato formato dall’unione di zuccheri semplici (monosaccaridi) o di alcuni loro derivati. Gli oligosaccaridi sono p. contenenti da 2 a 9 molecole di zucchero; in genere i p. che si trovano in natura contengono da qualche centinaio a qualche migliaio di molecole di zuccheri semplici. I p. sono diffusissimi in natura e tra i più importanti vi sono: cellulosa, amido, agar, pectine, glicogeno, destrano, acido ialuronico ed eparina. I p. sono utilizzati nell’industria alimentare, in medicina o sono usati come antigeni per alcuni vaccini. Negli organismi, i p. poco solubili (amido, glicogeno) costituiscono materiale di riserva e substrati per il metabolismo cellulare.

Sostanza alimentare non digeribile, addizionata di molecole fermentescibili (ovvero che possono subire il processo di fermentazione) in grado di favorire la crescita e l’attività di gruppi batterici già presenti nella flora intestinale o assunti. Gli alimenti con sostanze prebiotiche sono spesso associati ad alimenti con probiotici per ottenere una benefica azione sinergica sulla salute.

Abbassamento di un organo attraverso un canale o un orifizio naturale, fino alla sua fuoriuscita all’esterno. Il p. è causato dal rilasciamento dei mezzi di sostegno e fissazione dell’organo interessato. I casi più frequenti di p. riguardano utero e retto e la terapia è essenzialmente chirurgica.

Proantocianidine

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Polimeri di flavonoidi, una specifica classe di antiossidanti, presenti nei frutti, nella corteccia, nelle foglie e nei semi di diverse piante, per le quali rappresentano delle sostanze protettive contro possibili attacchi. Sono inoltre responsabili del sapore e dell'astringenza di bevande come vino, tè e alcuni succhi di frutta. [1]


[1] Richard A. Dixon, De-Yu Xie and Shashi B. Sharma - Proanthocyanidins – a final frontier in flavonoid research? - New Phytologist (2005) 165: 9–28

Nel linguaggio medico, elemento che determina o ha la capacità di provocare fenomeni patologici/morbosi: agentibatterigermi p.potere p., la proprietà di alcuni germi di provocare negli organismi un determinato quadro patologico.

Placca aterosclerotica [Ateroma]

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Placca degenerativa che costituisce la lesione caratteristica dell’aterosclerosi. La placca a. consiste in un ispessimento asimmetrico dello strato più interno del vaso sanguigno ed è costituita da cellule, tessuto connettivo, lipidi e detriti cellulari. La componente cellulare comprende cellule vascolari (muscolari lisce ed endoteliali) e cellule di origine infiammatoria/immunitaria.

Sostanza organica naturale polimerica, prodotta da vegetali, batteri, funghi e animali, che ricopre un ruolo di primaria importanza nell’alimentazione, nella farmacologia e nella tossicologia. Il p. può svolgere un’azione antibatterica, antielmintica (elminti: vermi intestinali), antipruriginosa, mutagena e citotossica ed è stata messa in evidenza anche una sua azione antiossidante.

Pompa protonica

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Enzima H+/K+-ATPasi responsabile della regolazione della secrezione degli ioni idrogeno (H+) nella mucosa gastrica; questi ioni sono utilizzati per formare l’HCl (acido cloridrico) del succo gastrico. I farmaci chiamati Inibitori della Pompa Protonica (IPP) agiscono bloccando questo enzima e riducendo quindi la secrezione acida nello stomaco.

Selezionato ceppo batterico della fermentazione lattica (es. Lactobacillus acidophilus) e di alcuni microrganismi della normale flora batterica intestinale (Bifidobacterium), ai quali è attribuito un potenziale effetto protettivo per l’organismo. I p. resistono all’azione del succo gastrico e della secrezione biliare e, aderendo alle pareti interne dell’intestino, contrastano l’azione di alcuni germi patogeni: ne deriva una qualità migliore della flora batterica intestinale e un possibile influsso positivo sul sistema immunitario.

Prostaglandina

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Sostanza derivata, per azione enzimatica, dall'acido arachidonico (acido grasso insaturo composto da 20 atomi di carbonio). Le p. rappresentano una famiglia di composti prodotti a livello delle membrane cellulari in quasi tutti gli organi, con azione di tipo ormonale a livello locale; agiscono sulla permeabilità e sul tono vascolare e intervengono nei meccanismi di dolore e infiammazione.

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R

Gruppo di malattie caratterizzate da un’alterata mineralizzazione a livello di cartilagine e osso in fase di accrescimento. Ne derivano ossa molli e cedevoli che si incurvano per il peso del corpo, associate a: esagerata sporgenza delle bozze frontali, ritardata chiusura delle fontanelle, anomalie nella dentizione etc. Il r. può essere dovuto a mancanza di vitamina D o suo difettoso assorbimento oppure da anomalie congenite del metabolismo della vitamina.

Reflusso gastroesofageo

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Abnorme risalita del contenuto gastrico nell’esofago. Può essere un processo fisiologico (per lo più momentaneo, in fase successiva al pasto e durante il sonno), oppure patologico (per disfunzione o lesione del tratto distale dell’esofago), da cui possono originare lesioni esofagee di diversa gravità (malattia da reflusso).

Radicale libero

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Specie chimica ad altissima reattività che può avere origine endogena (es. prodotti del metabolismo cellulare) oppure esogena (es. proveniente da radiazioni ionizzanti, raggi ultravioletti, pesticidi, benzene, grassi saturi e molti prodotti dell’industria). La formazione in eccesso di r. l. nell’organismo è responsabile di numerosi processi patologici (es. quelli che conducono a invecchiamento, malattie cardiovascolari e neurodegenerative e tumori).

Ogni processo infiammatorio che coinvolge contemporaneamente le mucose delle cavità nasali (rinite) e della faringe (faringite).

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S

Composti inorganici che svolgono nell’uomo funzioni biologiche essenziali e devono essere assunti attraverso l’acqua e alcuni cibi o condimenti. Ne fanno parte: calcio, cloro, fosforo, magnesio, potassio, sodio, zolfo, ferro, rame, zinco, fluoro, iodio, selenio, cobalto, manganese, molibdeno

Simpaticomimetico

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Sostanza naturale (adrenalina, efedrina) o sintetica (es. amfetamina e suoi derivati) che eccita i recettori adrenergici, provocando nell’organismo effetti corrispondenti all’attivazione fisiologica del sistema ortosimpatico (sezione simpatica del sistema nervoso autonomo, in contrapposizione alla sezione antagonista, definita parasimpatico): dilatazione della pupilla, piloerezione, aumento della frequenza del ritmo cardiaco, costrizione dei vasi arteriosi ed aumento della pressione, etc.

Sistema immunitario

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Insieme di organi, tessuti e cellule che intervengono nei fenomeni immunitari (organi linfatici, milza, timo, linfociti, monociti, etc.): quando un organismo viene a contatto con sostanze eterogenee (di provenienza batterica, animale o vegetale, o chimiche), nocive o innocue, il sistema immunitario esercita un’azione antagonista specifica verso la sostanza estranea.

Spasmolitico [Antispastico]

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Farmaco che, agendo sul sistema nervoso centrale o periferico, rimuove gli spasmi (contrazioni) della muscolatura liscia. Ne sono esempio: papaverina, atropina, scopolamina, benzoato di benzile e numerosi prodotti di sintesi. Possono determinare disturbi dell’accomodazione visiva, vertigini, affaticabilità, impotenza.

Disturbo (detto stitichezza nell’uso comune) caratterizzato da un ridotto numero di evacuazioni: è dovuto a rallentato avanzamento del contenuto intestinale nel colon e difetto nell’espulsione delle feci dal retto. Le principali cause possono essere: alterazioni del viscere per processi infiammatori o tumorali; alterazioni delle feci legate a errori dietetici (dieta povera di fibre) o ad alterazioni della flora batterica intestinale; alterata peristalsi dovuta a fattori di vario genere o legati all’attività fisica; alterazione dei meccanismi di evacuazione.

Stress ossidativo

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Meccanismo di danno cellulare causato da un eccesso di sostanze chimiche (radicali liberi), caratterizzate da elevata reattività e instabilità chimica, prodotte a livello cellulare. I radicali liberi agiscono principalmente su componenti cellulari quali lipidi, proteine, acidi nucleici, alterandone la struttura cellulare. Quando il livello dei radicali liberi supera la capacità di neutralizzazione da parte dei sistemi antiossidanti, si verifica la condizione di stress ossidativo, che sembrerebbe essere implicato nel processo di morte cellulare in diverse patologie degenerative del sistema nervoso centrale.

Farmaco che agisce sul sistema nervoso diminuendone l’eccitabilità. I farmaci sedativi della tosse sono noti anche come antitussivi o antibechici: agiscono inibendo il centro della tosse e riducendo il riflesso scatenante la tosse.

Infiammazione dei seni paranasali (frontali, mascellari etc.) e può essere causata dalla diffusione di vicine affezioni batteriche o virali. I sintomi sono cefalea e dolore locale, febbre, rinite. Tra le complicazioni vi sono la propagazione dell’infezione a meningi, encefalo, nervo ottico. La terapia è antibiotica per via sistemica o locale; nei casi più gravi è necessario l’intervento chirurgico.

Sistema linfatico

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Insieme degli organi che provvedono alla produzione dei linfociti (linfopoiesi) e alla circolazione della linfa; ne fanno parte: il tessuto l., che costituisce i linfonodi i quali, situati in sedi anatomo-topografiche costanti, costituiscono le cosiddette stazioni l., dove confluiscono i vasi linfatici periferici (capillari l.) e da cui escono i collettori l. che, direttamente o attraverso altri vasi (tronchi l. principali), versano la linfa nel sangue venoso.

Spina bifida [Rachischisi]

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Malformazione congenita della colonna vertebrale, caratterizzata dall’assenza delle lamine di un certo numero di vertebre (soprattutto frequente in corrispondenza della regione lombare), dovuta alla mancata saldatura di alcune porzioni durante lo sviluppo embrionale.

Processo infiammatorio che si sviluppa nella cavità orale, circoscritto (afte, gengiviti) o diffuso a tutto il rivestimento mucoso. Si divide in: s. primitiva, determinata da una localizzazione nell’epitelio della bocca di batteri, virus o miceti patogeni; s. secondaria, conseguente ad alcune malattie generali (malattie esantematiche, tubercolosi, sifilide).

Succo gastrico

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Liquido limpido, incolore, quasi inodore, a reazione fortemente acida, presente nello stomaco, i cui componenti più caratteristici sono l’acido cloridrico (HCl) e la pepsina.

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T

Nome generico di un’ampia classe di composti, diversi tra loro dal punto di vista chimico, contenuti in numerose piante e più specificamente indicati come t. vegetali. Sono generalmente solubili in acqua, di sapore astringente, capaci di precipitare i sali di metalli pesanti, gli alcaloidi e le proteine. I t. svolgono un ruolo di protezione degli organi vegetali contro parassiti e predatori, grazie ad un’azione sporicida e al sapore aspro che danno ai frutti acerbi. In enologia, i t. si usano per chiarificare i vini bianchi e i vini ottenuti da fermentazione in bianco.

Organo pari e simmetrico situato all’istmo delle fauci (breve tratto di passaggio fra la cavità orale e la faringe). È costituita da un agglomerato di follicoli linfatici e ha normalmente forma ovoidale e grandezza di una mandorla. È considerata un organo linfatico secondario, con funzione immunitaria (tessuto linfatico associato alle mucose), in grado di operare un’efficace difesa nei confronti di antigeni specifici.

Fenomeno riflesso di natura irritativa (ma anche controllabile e producibile volontariamente) che altera il normale svolgimento degli atti respiratori. Insorge bruscamente ed è caratterizzato da un atto inspiratorio seguito dalla chiusura di breve durata della glottide e dalla emissione esplosiva della corrente espiratoria. La t. in molti casi ha una funzione difensiva poiché contribuisce a mantenere libere le vie respiratorie attraverso l’espulsione di escreati (muco) e di corpi irritanti. La tosse può dividersi in: t. grassa o, produttiva, e t. secca.

Molecole insolubili in acqua che costituiscono i grassi e gli oli; sono la categoria di lipidi più abbondante in natura e costituiscono la principale forma di deposito lipidico di riserva delle cellule per il metabolismo energetico. A livello dei tessuti, i t. costituiscono una notevole fonte energetica per i tessuti stessi. Negli animali gli adipociti sono specializzati per la sintesi e la conservazione dei t., che si accumulano nel tessuto adiposo sottocutaneo. I livelli normali di t. nel siero devono essere compresi fra 70-170 mg/100 ml: un loro aumento porta a un notevole rischio di aterosclerosi. Un netto aumento (ipertrigliceridemia) indica un’alterazione del metabolismo lipidico.

Abbozzo embrionale del sistema nervoso centrale. Nel corso della terza settimana di sviluppo embrionale ha inizio il processo di neurulazione, stadio in cui si forma una struttura a tubo cavo e le cellule ectodermiche che lo rivestono ricevono segnali che inducono il differenziamento dei neuroni motori, di quelli sensitivi e degli interneuroni.

Deposito che si forma sui denti, costituito da calcare e cellule epiteliali desquamate dalla mucosa orale, sul quale si deposita la placca dentale composta dai microbi della flora batterica del cavo orale. Il t. si colloca intorno al colletto del dente come deposito biancastro o giallo-cretaceo, più o meno facilmente rimovibile.

Topico (Via topica)

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Somministrazione di un farmaco o di sostanza farmacologicamente attiva per via locale, così che l’azione farmacologica si compia direttamente sulla cute o mucosa dove viene applicata.

Organo dell’apparato respiratorio costituito da un condotto fibromuscolare e cartilagineo, compreso tra la laringe e l’origine dei bronchi. Ha la forma di cilindro cavo appiattito posteriormente, lungo circa 12 cm con un diametro interno di 2 cm.

Gruppo di prodotti intermedi del metabolismo dell’acido arachidonico nelle piastrine, che esercitano azione aggregante sulle piastrine stesse e stimolano la contrazione della muscolatura liscia delle pareti arteriose.

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U

Insieme di affezioni del tratto gastrointestinale in cui si osserva una soluzione di continuità dello strato mucoso che si estende oltre la muscolaris mucosae (sottile fascia di muscolatura liscia posta all'interno della tonaca mucosa). È un disturbo molto diffuso, soprattutto tra i soggetti di età adulta, causato da molteplici fattori, tra cui l’ipersecrezione di acido cloridrico da parte della mucosa gastrica. I sintomi dell’u. consistono in dolori, alterazione della funzione secretoria e della motilità, manifestazioni emorragiche e sintomi obbiettivi.

Canale che collega la vescica urinaria con l’esterno e rappresenta l’ultima parte delle vie urinarie. Nella donna l’u. è lunga circa 3 cm e consente solo il passaggio dell’urina, mentre nell’uomo l’u. ha lunghezza di 16-18 cm, e serve anche al passaggio del liquido seminale poiché in essa si immettono i condotti eiaculatori.

Gel limpido che costituisce il corpo vitreo, una massa trasparente, semifluida che occupa la maggior parte della cavità del bulbo oculare, compresa tra la superficie posteriore del cristallino e la retina. Il vitreo ha funzione di mezzo di rifrazione e la sua massa permette la conservazione dell’equilibrio della tensione oculare. Le eventuali alterazioni del v. possono essere rappresentate da: opacità (in forma di fiocchi, filamenti e membrane, avvertite soggettivamente come ‘mosche volanti’), fluidificazione, raggrinzimento, emorragie, ascessi, penetrazione di corpi estranei, etc.

Ricerca, isolamento, identificazione, valutazione quantitativa e determinazione della sensibilità agli antibiotici dei germi presenti nell’urina. L’u. si esegue seminando, su opportuni terreni di crescita, campioni di urina, prelevati in modo da evitarne la contaminazione da parte di batteri presenti in uretra, sui genitali e nella zona perianale.

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V

Vasocostrittore

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Sostanza che induce la riduzione del diametro dei vasi sanguigni: agisce causando una contrazione della tonaca muscolare liscia della parete dei vasi arteriosi. Il più importante v. naturale è l'angiotensina, sostanza endogena in grado di determinare un significativo aumento della pressione arteriosa.

Composto organico essenziale per la funzione della maggior parte delle forme di vita, presente in tracce nelle cellule. Le vitamine svolgono la loro azione come cofattori di numerose vie metaboliche cellulari e in vari processi fisiologici. Le v. spesso non sono sintetizzate dall’uomo e devono necessariamente essere introdotte con la dieta; le v. sono classificate in due grandi gruppi: le idrosolubili e le liposolubili.

Insieme di organismi di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche costituiti da un acido nucleico rivestito da un involucro proteico (capside) incapaci di sintesi autonoma delle proteine e perciò costretti a vivere come parassiti nelle cellule che infettano. I v. sono agenti eziologici di numerose malattie di animali, piante e batteri.

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